Mirko Cesena, pilota professionista DCL

Mirko Cesena, pilota professionista DCL

Mirko Cesena 20 anni nato a Genova il 05 Ottobre 1998, tutti lo conoscono come il Campione Italiano e Campione Mondiale. Ma qual’é stata la sua carriera sportiva che gli ha permesso di acquisire tale titolo ? Leggi l'articolo per scoprire di più!!!!!!!!

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Mirko Cesena 20 anni nato a Genova il 05 Ottobre 1998, tutti lo conoscono come il Campione Italiano e Campione Mondiale. Ma qual’é stata la sua carriera sportiva che gli ha permesso di acquisire tale titolo ? Lo chiediamo a lui.

Ciao Mirko, grazie per aver accettato di condividere la tua passione e il tuo lavoro con noi. Ci racconti quella che è stata la tua esperienza, e di cosa ti occupi esattamente ?

Come molti altri bambini, prima dei 9 anni il radiocomando lo usavo per le automobiline da drifting e i fuoristrada tipo monster. Nel decimo anno di età, probabilmente “ereditando” la passione da mio padre, aeromodellista di vecchia data, ho iniziato quella che sarebbe divenuta la mia grande passione: gli elicotteri radiocomandati da acrobazia. Partito da un piccolo coassiale, sono gradualmente arrivato ai 700 acrobatici (la classe degli eli RC corrisponde alla lunghezza in mm di una pala). Nella mia carriera agonistica ho vinto vari Campionati di Acrobazia 3D Estrema, tra cui: Italiano, Francese, Tedesco, Cinese (Asia Pacific) e Mondiale.

Farti i complimenti in questa intervista è davvero molto scontato ma  posso dirti che siamo molto orgogliosi di te. Raccontaci di più, hai iniziato così con gli elicotteri, per poi specializzarti ai droni da corsa. In che anno hai volato per la prima volta con un drone e chi o cosa ti ha spinto a dedicare il tuo tempo anche per questa disciplina?

Nel 2016 ho affiancato, agli Elicotteri da Acrobazia 3D Estrema, l’attività agonistica delle corse FPV con i droni. In questo ambito ho conquistato la prima posizione del podio in alcune gare, tra le quali il Campionato Italiano FAI F3U 2017, il quale mi ha inserito d’ufficio nella Squadra Nazionale Italiana FAI inviata da AeCI al Mondiale F3U FAI 2018 in Cina.
Il mio interesse verso la nuova disciplina è inizialmente scaturito dalla curiosità verso un ambiente ed una tecnologia nuovi, poi è proseguito di pari passo con il successo e l’effetto mediatico crescente che tale disciplina sta riscuotendo.

Come abbiamo detto sei un campione sia con i droni e sia con gli elicotteri. Ti va di raccontarci le due esperienze dal tuo punto di vista? Cosa ti piace fare di più e soprattutto quale disciplina pensi sia più pericolosa e impegnativa da fare? E quale delle due realtà ti sta dando più soddisfazioni?

Entrambe le discipline portano in dote doni che apprezzo molto e che vanno oltre l’aspetto tecnico ed agonistico, già importanti per loro natura. Nel mio caso ritengo di essere stato molto fortunato ad avere avuto molto presto, dall’età di 10 anni, la possibilità di viaggiare e conoscere persone e contesti molto diversi tra loro, di collezionare amicizie sempre nuove e accomunate dallo stesso “sacro fuoco”, di imparare a rapportarmi con progettisti/sponsor/commerciali/industriali/mediaTV/etc., di imparare la disciplina dell’autogestione in contesti spesso sconosciuti (a 13 anni il mio primo viaggio aereo in USA da solo, su invito a partecipare all IRCHA, ovvero l’International Radio Controlled Helicopter Association, stante la mia prima vittoria al Mondiale di Acrobazia Estrema in Olanda).
Relativamente alla pericolosità, ritengo che una volta applicate le opportune regole di sicurezza e di buonsenso, nessuna delle due discipline risulta pericolosa.
A livello agonistico, tutte le discipline sono impegnative ai massimi livelli, in quanto l’obiettivo consiste nel superare altri che stanno dando il massimo a loro volta.
A livello di soddisfazione, ti confesso che ne traggo parecchia da entrambe le discipline, in quanto ognuna propone costantemente sfide sempre nuove e stimolanti.

Sei sempre in viaggio e impegnato a formarti al meglio per la tua carriera professionale, sei diventato un grande punto di riferimento per DCL una delle organizzazioni sportive più grandi al mondo per quanto riguarda le corse dei droni. Ti abbiamo visto molto impegnato nell’organizzazione dell’evento a Cannes. Ci racconti di cosa si tratta e come si sono svolte le selezioni?

I tre giorni della Draft Selection che si è svolta al Palais des festivals di Cannes, in occasione del Festival des Jeux, prevedeva l’invito dei 200 piloti meglio qualificati sul simulatore DCL the GAME in tutto il mondo. Di questi piloti ne sono venuti 62, ospiti di DCL al Carlton Hotel, uno dei più lussuosi di Cannes. Alla presenza dei manager delle 7 squadre della stagione DCL 2019, questi piloti si sono sfidati a coppie su postazioni al simulatore allestite sul normale palco di gara della DCL, sedendosi sui sedili che normalmente usiamo noi piloti in gara. Alcuni colloqui con i manager hanno integrato la loro performance e il tutto ha consentito ai manager di sceglierne 28, anzichè i 7 inizialmente previsti. Il pubblico, ospitato nella galleria del teatro all’interno del Palais des Festivals, oltre che ad assistere alla Draft Selection vera e propria, ha potuto anche vedere delle vere gare DCL (una ad ogni ora) tra quattro piloti della stagione DCL 2018, svolte lungo un percorso ad anelli luminosi che si estendeva sino ad un area protetta esterna al teatro stesso, raggiungibile dai droni attraverso due corridoi. I droni volavano sulla platea di fronte al pubblico, schermato da un’enorme rete di protezione e un mega-schermo presente sul palco consentiva ai presenti di godere appieno lo spettacolo, mostrando le immagini inviate da una regia televisiva a livello di network-TV. Due commentatori, Matt Andrew di lingua inglese e ufficiale DCL, coadiuvato da un collega di lingua francese, provvedevano alla telecronaca in diretta, come avviene per altri sport.

Sarà un 2019 ricco di grandi soddisfazioni per piloti che si sono guadagnati il proprio posto in uno dei team presenti. Quali saranno le tappe e le date di quest’anno? Quelle che si possono già comunicare.

Solitamente le tappe DCL sono 5 o 6 per stagione. Al momento so che ci sarà una tappa a Laax, sulle nevi svizzere, entro marzo. Non conosco ancora gli altri appuntamenti ma nei corridoi si vocifera di una possibile tappa in Italia.

Questa sì che è una bella notizia e ne approfittiamo a dare un grande in bocca al lupo al tuo team. Qual’è la squadra DCL che temete di più? Se ce né una.

La squadra NexxBlades ha vinto per due volte consecutive il campionato DCL, per cui i risultati parlano da soli.

In questo video dai il meglio di te. Congratulazioni, raccontaci di più dei tuoi progetti. Italian Drone Series: formerai la tua squadra o il tempo che ti occupa DCL non te lo permetterà?

Colgo l’occasione per ringraziare il patron della IDS Stefano Mirabelli, che mi ha invitato a partecipare e a formare un team. Al momento non conosco ancora tutti i mie impegni della stagione 2019, scuola compresa (quest’anno ho l’esame finale all’Istituto Aeronautico), per cui non ho ancora potuto dare la mia disponibilità certa rispetto a questa iniziativa, che apprezzo molto e alla quale terrei a partecipare.

L’anno scorso non ti sei qualificato come campione italiano perché non hai partecipato alle gare FAI. Pensi che se avresti avuto più tempo ti saresti ripreso il tuo titolo ? E quest’anno avrai modo per concentrarti anche a quest’altro campionato?

Ti confermo che ho potuto partecipare solo ad una delle 3 tappe del campionato Italiano F3U 2018, insufficiente per potersi qualificare. Non so rispondere alla domanda relativa a cosa sarebbe accaduto in caso avessi potuto presenziare a tutte le tappe, in quanto i piloti italiani sono di ottimo livello e ogni gara è una sorpresa. Anche in questo caso, al momento non sono ancora certo riguardo alla mia partecipazione alle gare FAI 2019.

Ci credi nel futuro del Drone Racing ? Ultimamente si mormora sui social che per il pubblico è difficile seguire quello che i piloti fanno, annoiandosi sulla loro sedia. Hai notato anche tu questa cosa durante le vostre gare?

Concordo che al momento l’aspetto di intrattenimento del pubblico delle gare FPV non è ancora di livello adeguato, ma sono confidente che, al pari di quanto accaduto per altre discipline, strada facendo verranno identificate le metodologie per renderle sempre più attrattive anche per il pubblico, creando dei veri e propri show.

Grazie Mirko é stato un piacere per noi intervistarti e conoscere il tuo punto di vista. Complimenti per tutto e per la tua bellissima famiglia che ci hai fatto conoscere in questo video molto bello e  originale. 

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